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IGIENE

Il reparto Igiene della nostra farmacie propone un'ampia scelta di prodotti cosmetici e per la cura dei capelli, del viso, del corpo, dei denti e della bocca, mani e piedi e dell'igiene intima. Oltre alla nostra consulenza, potrai avvalerti stagionalmente dei consigli di personale specializzato e qualificato.

DENTI

L'igiene orale rappresenta una corretta forma di prevenzione; ovvero, vuol dire abituarsi a compiere dei gesti quotidiani, ad utilizzare nel giusto modo tutti gli strumenti ed i presidi idonei a salvaguardare la salute dei denti e della bocca.

Tra denti e gengive, infatti, proliferano diverse specie di batteri, che in presenza degli zuccheri degli alimenti proliferano con maggiore velocità e possono dare origine a placca, carie, alitosi, tartaro.
Ecco le principali linee di prodotti (spazzolini, collutori, dentifrici , fili interdentali e scovolini) per una corretta igiene orale disponibili presso le nostre farmacie:

Oral B, Iodosan, Taumarin, Mentadent, Elmex, Curaden, Meridol, Butler, Polident, Kukident, Steradent

 

CORPO

Trattamenti corpo: per ridefinire la vostra silhouette e per regalare sensazione di benessere con scrub, anticellulite, trattamenti rassodanti-modellanti per drenare e rifinire la silhoutte del vostro corpo.

CAPELLI

Prendersi cura del propri capelli quotidianamente aiuta a curare la propria immagine.

Il capello deve essere accudito, curato e protetto. Questo è tanto più vero in quanto il capello viene utilizzato per il "linguaggio del corpo", come oggetto di culto, di cui si può modificare la forma,. il colore, l'aspetto, il riflesso.
La Scienza Cosmetologica deve adattarsi a questi fatti con prodotti, per l'igiene e l'abbellimento, efficaci e non aggressivi ed elaborando tecniche sicure.

La scelta dello shampoo: tipologie e caratteristiche

Come scegliere lo shampoo più adatto al proprio tipo di capello? questa rapida guida ha lo scopo di descrivere le principali caratteristiche da ricercare in ogni specifica tipologia di shampoo.

1) Gli shampoo lavanti "classici"
Sono gli shampoo familiari, economici, che hanno lo scopo di lavare bene i capelli. Contengono soprattutto tensioattivi anionici e cercano la loro personalità attorno ad un ingrediente naturale, vegetale o biologico.
Il limite di questa tipoliga di shampoo è la composizione stessa. infatti normalmente per mantenere un costo contenuto, soprattutto alla produzione, vengono utilizzate basi lavanti ed ingredienti economici, ed il risultato sul capello può essere deludente.

2) Gli shampoo cosmetici
Si tratta di shampoo specifici che consentono di correggere gli inconvenienti inerenti a una determinata natura dei capelli.
La loro formulazione esige un' intelligente modulazione dell'azione detergente e dell'azione "condizionante".
Nello specifico, gli shampoo formulati per determite esigenze dovrebbero avere le seguanti virtù:

-> gli shampoo per "capelli secchi" donano dolcezza e facilità alle pettinature;
-> gli shampoo per "capelli grassi" tendono a ritardare gli effetti di appesantimento legati al grasso dei capelli;
-> gli shampoo per "capelli sottili" intendono garantire volume e mantenimento;
-> gli shampoo per "capelli fragili" danno brillantezza e morbidezza.

3) Gli shampoo trattanti specifici e gli shampoo "anticaduta"
Cercano di adattarsi ad un cuoio capelluto alterato, mediante aggiunta di molecole che hanno un azione "farmacologica" riconosciuta.

Gli shampoo antiforfora
L'eziopatogenesi della forfora fa intervenire una proliferazione eccessiva di microrganismi residenti, per cui uno shampoo antiforfora dovrà avere due qualità principali:
- una reale attività battericida ed antimicotica;
- una base lavante con potere lavante sufficiente per eliminare la forfora presente ma con dolcezza indispensabile per non aggredire ulteriormente l'epidermide già irritata.
Gli additivi hanno reali virtù antiforfora:gli shampoo contenenti catrami , come l'olio di cade (catrame di legno di ginepro) o il catrame di carbone fossile vengono utilizzati per la psoriasi e la forfora del cuoio capelluto in quanto hanno una certa efficacia cheratolitica ed antipruriginosa. L'inconveniente del loro odore e del loro colore scompare dopo il risciacquo,

Gli shampoo antiforfora classici contengono amidi dell'acido undecilenico, sali di zinco o derivati di piridintione. L'octopyrox ha un attività paragonabile. Sono attualmente in commercio anche shampoo contenenti imidazolici (di cui la più famosa e commercialmente fortunata contiene ketoconazolo: Nizoral 2% e Triatop 1%) veicolati da eccipienti schiumogeni ma molto aggressivi per la cheratina.

Gli shampoo antiseborroici
Schematicamente, possono essere classificati in tre categorie
Gli shampoo contenenti legno di Panama, detergente non ionico dolce, possono essere utilizzati dai soggetti aventi cuoio capelluto grasso. Hanno la fama di non danneggiare la cheratina pilare né di provocare seborrea reattiva. Tuttavia, il loro carattere poco schiumogeno determina il rifiuto da parte dell'utente,

Alcuni shampoo per "capelli grassi", contengono agenti che tendono a rallentare la secrezione sebacea: abitualmente derivati dello zolfo e olio di cade.

Gli shampoo "anticaduta" e/o "terapeutici"
in tutta onestà va chiarito che non esistono veri e propri shampoo dalle virtù anticaduta, certo è che validi prodotti commerciali per il trattamento della caduta di capelli, quali ad esempio Revivogen, Tricomin ecc., hanno associato al trattamento topico uno shampoo che richiama all'interno della propria formula i principali agenti di trattamento e dovrebbero avere lo scopo di "preparare" il cuoio capelluto al trattamento topico successivo.
E' il caso del Revivogen Bio Cleansing Shampoo, che è apprezzato da moltissimi utilizzatori, nella cui formula troviamo interessantissimi ingredienti anticalvizie quali Saw palmetto, acido alfa-linolenico, acido gamma linoleico, acido linoleico,acido azelaico,zinco solfato,vitamina B-5,vitamina B-6, niacina e altro, ma che certo si fa apprezzare principalmente per il pregio e la delicatezza delle proprie basi lavanti.
Anche il Tricomin Revitalizing Shampoo possiede nella propria formula lo stesso principio attivo della lozione spray, ossia i validissimi rame-peptidi.
Molto interesse e successo nell'ambito delle community internet che parlano di calvizie (italiane e soprattutto americane) ha avuto anche il Nano Shampoo.
Questo shampoo, formulato dal ricercatore statunitense Peter H. Proctor, basa le proprie virtù sul N.A.N.O, ossia acido nicotinico N-ossido : questo principio attivo, brevettato dallo stesso Dr. Proctor,  stimolerebbe la ricrescita del capello seguendo lo stesso meccanismo  proposto da alcuni studiosi per il minoxidil (diaminopirimidilpiperidin-N-ossido) cioè mima la molecola segnale EDFR responsabile delle stimolazione dei capelli endogena. Il n.a.n.o. è un metabolita naturale della niacina.
E' oggi reperibile la formula "light" che ha la stessa formula ma in misura più leggera.

4) Le basi lavanti dolci
Sono derivati non ionici del poliglicerolo con forte potere schiumogeno o non schiumogeno. La loro eccellente tollerabilità e la loro grande frequenza di utilizzo fanno sì che i disturbi dovuti al sebo non hanno il tempo di verificarsi.

Gli shampoo dolci: "per uso frequente" e "per bambini"
La moda di questa serie va diffondendosi da parecchi anni in correlazione con il cambiamento dello stile di vita. Attualmente, il consumatore sente il bisogno di lavarsi spesso i capelli, due - tre volte alla settimana; questo può essere dovuto all'inquinamento atmosferico delle grandi città, ad una seborrea importante, alla sudorazione legata alla pratica regolare di sport etc.
La formulazione di questi shampoo meno detergenti dei precedenti, si basa sull'utilizzo di tensioattivi selezionati per la loro dolcezza e la loro assenza di aggressività nei confronti del capello, ma anche della cute e degli occhi, in particolare negli "shampoo per bambini".

5) Gli shampoo secchi
Questi shampoo sono costituiti da una miscela di polveri (amido di riso o di mais, silice...) destinate ad assorbire il sebo e ad essere in seguito eliminate mediante un'energica spazzolatura.
Di fatto non vengono più utilizzati in quanto non hanno alcun potere pulente sul cuoio capelluto. Danno soltanto un'apparenza di pulizia.

Conclusioni.
In definitiva, a meno che ci si trovi a dover affrontare una problematica o una patologia molto specifica, invitiamo a effettuare la scelta dello shampoo con molta cura, provando e alternando differenti shampoo, individuando quello che si adatta nel modo migliore ai nostri capelli, che lascia il nostro cuoio capelluto pulito senza aggredirlo, soprattutto dopo un uso prolungato.
Pertanto quello che può essere uno shampoo apprezzatissimo da molti, può rivelarsi inadatto al nostro tipo di capello, oppure lo stesso shampoo che normalmente idrata e rende morbido sufficientemente i nostri capelli, dopo un prolungato uso di lozioni topiche alcoliche che hanno danneggiato e seccato il capello potrebbe rivelarsi insufficiente per reidratarlo in modo adeguato, e diventa quindi necessario uno shampoo con una più profonda azione ristrutturante, oppure l'uso di un balsamo specifico.

Il balsamo dopo-shampoo: l'utilità dei condizionanti
Il balsamo dopo-shampoo (in inglese "conditioner") è diventato è ormai diventato un trattamento estetico del capello di primaria importanza e conserva il suo valore quale mezzo per apportare ai capelli pettinabilità, sostantività e lucentezza.

Perchè usare un balsamo adeguato?
Anche se attualmente la pubblicità insiste nel reclamizzare gli "Shampoo-balsamo" detti anche "2 in 1" è doveroso riconoscere al balsamo dopo-shampoo proprietà condizionanti e sostantivanti che è impossibile conseguire con il solo shampoo. E del resto le funzioni dei due prodotti sono agli antipodi: lo shampoo deve togliere, il balsamo ridare. Se lo shampoo è fatto per lavare i capelli, tale deve essere e restare la sua funzione, mentre quella del balsamo è di agire su capelli puliti svolgendo una insostituibile funzione restitutiva e normalizzante.

Dal punto di vista cosmetologico uno shampoo è per lo più a base anionica (o al massimo anfotera) mentre un balsamo è viceversa schiettamente cationico.
Certo, in uno shampoo anionico possono essere introdotte dosi limitate di idrolizzati proteici(tal quali o quaternizzati ) e dosi altrettanto limitate di sostanze policationiche ma tutto ciò non basta per assommare in un detergente anche le reali funzioni del balsamo.

La storia del balsamo
Fatta questa doverosa precisazione diamo ora uno sguardo alla storia del dopo-shampoo.
Le sue origini risalgono al tempo in cui i capelli erano lavati con il sapone. La presenza, nell’acqua di rete, di ioni calcio e magnesio determinava la formazione di saponi insolubili che si depositavano fra i capelli rendendoli opachi e mal pettinabili.
Si ricorreva allora al risciacquo con aceto o succo di limone: acido acetico e acido citrico sono in grado di sciogliere i saponi bivalenti e di ridare quindi lucentezza e pettinabilità ai capelli.
Con l’avvento dei tensioattivi non saponosi il problema del risciacquo acidulo ha finito di essere tale in quanto gli alchilsolfati di calcio e di magnesio sono solubili. Tuttavia è rimasta l’usanza di tenere a pH acido(3-5) l’ambiente del balsamo così come spesso si è mantenuto l’utilizzo di acido citrico.

Ma con i nuovi tensioattivi(specie con gli alchilsolfati) sono emerse nuove esigenze da cui è scaturita la attuale struttura dei balsami dopo-shampoo.
Anzitutto si è posto il problema della carica elettrica residua sui capelli(la cheratina ha già di per sè una carica elettrostatica eccedente, valore che viene incrementato dalla deposizione di ioni solfato sempre contenuti nei detergenti).

Nei balsami, oltre ai tensioattivi cationici sono presenti anche altre sostanze cation-attive (ma non tensioattive) cui è affidata la funzione di condizionare i capelli rendendoli morbidi e lucenti.
Altre sostanze cationiche e policationiche intervengono come sostantivanti nel senso che si fissano sullo stelo pilifero dandogli corpo e volume.
I dizionari cosmetici riportano centinaia di sostanze aventi queste proprietà e la scelta per il formulatore è divenuta difficile.

Esempi di questi prodotti sono:

 - gli idrolizzati proteici quaternizzati
 - i polisaccaridi (tipo gomma Guar o idrossietilcellulosa) quanternizzati
 - i vari "Quaternium" e "Poliquaternium" dalla struttura spesso molto complessa e che è arduo esemplificare
 - particolari tipi di derivati siliconici, dai dimeticonoli ai amodimeticoni
 - Ognuno di questi prodotti si caratterizza per particolari prerogative; tutti comunque possiedono proprietà sostantive e condizionanti.

I cationici, tensiaottivi e non, vengono di solito veicolati in emulsioni, da fluide a cremose, basati su emulsionanti sia non ionici che cationici. Esempi sono l’alcool cetilico e l’alcool cetilico etossilato.
La forma di emulsione O/A è la più abituale e pratica in quanto facilmente idrodisperdibile e sciacquabile ma non mancano anche esempi di balsami dopo-shampoo in formato di gel.

La realizzazione di un balsamo dopo-shampoo è semplice solo in apparenza ed è complicata soprattutto dalla particolare reologia di questi sistemi, per lo più di tipo pseudoplastico e tissotropico.
Sul piano applicativo il balsamo deve subito evidenziare il suo effetto condizionante evitando il temuto effetto di "appesantimento" eccessivo del capello.

Le creme per capelli
Questi prodotti più densi vengono utilizzati come i balsami (dopo lo shampoo, contatto seguito da risciacquo).
Sono vere e proprie emulsioni di olio in acqua in presenza di emulsionante (non ionico o cationico). Le creme per capelli hanno un grande successo presso il pubblico e, in alcuni paesi (es. USA), vengono utilizzate pressoché sistematicamente dopo lo shampoo.
I fabbricanti li collocano come prodotti di cura (capelli secchi, grassi, fragili ..) oppure danno loro un'immagine di marca "biologica", "ecologica"...
Gli inconvenienti riscontrati sono la sensazione di appesantimento dei capelli, l'impressione che diventino grassi più rapidamente.

Colorazioni e tinture 
La colorazione dei capelli è. dovuta a sostanze che assorbono determinate lunghezze d'onda della luce e ne ritrasmettono altre.
Il motivo per cui nacquero le tinture era di mascherare i capelli bianchi. La civetteria ed il desiderio di seduzione se ne sono impadroniti, e già da molto tempo: le belle Romane dovettero schiarire i loro capelli troppo neri per continuare a piacere ai legionari vittoriosi ma vinti dalle bionde galliche...
Al di fuori dell'henné (colorante naturale estratto pestando il fiore di Lowsonia alba), si possono distinguere tre tipi di tinture in funzione della durata della colorazione.

La colorazione temporanea
Tende a modificare temporaneamente la tonalità naturale per dare riflessi e fulgore alla capigliatura. I prodotti coloranti utilizzati hanno un alto peso molecolare, si depositano sulla cuticola del capello (senza penetrarla) e vengono eliminati con lo shampoo. I più utilizzati sono i coloranti azoici, trifenilmetanici, antrachinonici, indoaminici...
Vengono usati sotto forma di shampoo coloranti o di lozioni dopo shampoo.


La colorazione semipermanente
I prodotti utilizzati cercano una tenuta di colorazione superiore ai coloranti temporanei, in quanto devono resistere a diversi lavaggi (da 4 ad 8). Ravvivano il colore naturale (tonalità più scura) e mascherano i primi capelli bianchi. Non possono schiarire i capelli.
Si tratta di una colorazione diretta che non richiede alcuna modifica preliminare o concomitante della cheratina.
I coloranti più utilizzati appartengono alla famiglia dei coloranti nitrati (ortodiamine nitrate, paradiamine nitrate), azoici o metallici.

La colorazione permanente: la più utilizzata
Consente una modificazione durevole del colore naturale avvalendosi di una reazione chimica di ossidazione che determina l'integrazione di molecole coloranti all'interno del fusto del capello.
La colorazione permanente resiste bene agli shampoo ed ai diversi fattori esterni (luce, sfregamento etc). Consente inoltre di schiarire o di scurire i capelli in diverse gamme di colori.
 Il principio sembra semplice: molecole di piccolissima dimensione, dopo aver attraversato una cuticola di porosità fisiologica aumentata mediante idratazione ed alcalinizzazione, vengono ossidate in molecole colorate, in grado di trasmettere il colore alla cheratina della stessa cuticola e della corteccia.
Di fatto, i meccanismi di ossidazione sono estremamente complessi e richiedono:
-> una soluzione di perossido in ambiente alcalino (pH 9), abitualmente acqua ossigenata (H2 02) agente ossidante e decolorante;
-> un sistema cromogeno comprendente un cromogeno primario o base di ossidazione (molecola incolore il cui prodotto di ossidazione fornirà un colorante) e dei cromogeni secondari chiamati copulanti che modificano il colore primario e la cui combinazione consente di realizzare diverse tonalità.
I coloranti sono le fenilendiamine (parafenilendiamina, paratoluidendiamina); gli aminofenoli (para ed orto) i diidrossibenzeni o i polifenoli.
I prodotti si presentano in forma di crema o di gel nei saloni di bellezza ed in forma di shampoo colorante per il pubblico.
Gli incidenti delle colorazioni permanenti sono eccezionali e dominati dalla dermatite allergica da contatto alle tinture (valutata in una volta su un (milione di unità vendute).
Le sostanze più allergicizzanti sono la parafenilendiamina (P.P.D.) la cui intolleranza è nota dal 1898, la nitro-orto-fenilendiamina, la nitro-parafenilendiamina, la 2,5-para-toluendiamina.
Questa pur rara possibilità di eczema impone, per legge, la pratica di eseguire una prova per determinare la tollerabilità delle basi di colorazione da parte dell'utente.

Fonte: www.calvizie.net

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I problemi dei capelli

Nel periodo autunnale è facile trovare sul pettine o sul cuscino una gran quantità di capelli; non è solo un'impressione, sembra infatti che in questo periodo sia maggiore la quantità di follicoli piliferi in fase di ricambio. Questo evento tuttavia è di solito passeggero e non deve preoccupare: si tratta semplicemente dell'accentuazione di un fenomeno presente tutto l'anno.

La caduta dei capelli, insieme alla forfora e ai capelli grassi, è un problema molto comune: spesso viene vissuto con un'apprensione eccessiva rispetto alla reale gravità, soprattutto considerando che le conseguenze che ne possono derivare non hanno alcuna influenza sulla salute, ma sono esclusivamente estetiche. Una chioma folta e luminosa evoca infatti salute e benessere, mentre capelli opachi, sfibrati, radi, untuosi, danno spesso un aspetto dimesso e insalubre.

La parte visibile delle nostre chiome (fusto o stelo) rappresenta solo una parte dell'intera struttura del capello ed è la parte non vivente. La parte vitale si trova invece più o meno cinque millimetri sotto la cute. E' questa la struttura (radice) responsabile della crescita dei capelli; infatti, essendo inserita nel follicolo che è riccamente vascolarizzato, riceve attraverso il sangue tutte la sostanze nutritive necessarie per la formazione delle nuove cellule che andranno a formare il capello. E' su questa struttura inoltre che dovrà agire qualsiasi sostanza destinata a coadiuvare o a stimolare il processo di crescita.

La crescita del capello non avviene in modo continuo ma secondo un ritmo ciclico ed è influenzata da diversi fattori fra cui l'età delle persone, i meccanismi di secrezione sebacea e gli ormoni. Questo spiega perché in determinati periodi della nostra vita possiamo constatare un aumento della caduta dei capelli o un indebolimento della loro struttura.

La caduta dei capelli quindi è un fenomeno fisiologico dovuto al loro naturale ricambio; in determinate condizioni (es. situazioni di stress, malattie, gravidanza, allattamento, ecc.) può essere più accentuata, ma una volta rimossa la causa, il problema in genere scompare. A causare la perdita dei capelli concorrono anche lo smog, il fumo, trattamenti aggressivi, bagni ripetuti (in piscina, al mare, ma anche nelle frequenti operazioni di detersione quando l'acqua del rubinetto è molto ricca di calcare), una protratta esposizione ai raggi UV, il phon, il casco del parrucchiere... Tutti questi fattori possono comunque contribuire a ad indebolire il capello e ad aumentarne la caduta. Queste situazioni vanno tuttavia distinte dall'alopecia androgenetica, dall'alopecia aerata, dal telogen effluvium che sono malattie vere e proprie e come tali vanno affrontate con trattamenti opportuni: solo il medico saprà consigliare la terapia adatta (ad esempio minoxidil, finasteride).

Sono molti i prodotti proposti come coadiuvanti in caso di caduta dei capelli. Nella loro composizione troviamo vitamine (soprattutto del gruppo B), minerali (es. zinco, ferro, rame...), aminoacidi come la cistina, la prolina e la metionina, sostanze di derivazione vegetale (serenoa repens, proteine della seta, chinina) e altre sostanze ancora (aminexil, cheratina). Per alcuni è prevista l'applicazione locale (fiale e lozioni) altri sono integratori dietetici da assumere per bocca. L'impiego degli uni e degli altri non deve essere disgiunto tuttavia da abitudini alimentari corrette: una dieta varia ed equilibrata, oltre ad essere preziosa per la salute in generale lo è anche per la salute dei nostri capelli. Inoltre tutti i prodotti disponibili sul mercato oltre a non avere effetti immediati hanno un'efficacia in genere limitata al periodo di trattamento; per questo motivo le persone che soffrono in modo permanente di questo disturbo dovrebbero abituarsi all'idea che qualsiasi trattamento intrapreso dovrà essere protratto per lunghi periodi.

MANI e PIEDI

Prendersi cura del proprio corpo quotidianamente è, per qualche istante, non pensare che a sé stessi.

Cura e protezione delle mani

Con l'arrivo dell'inverno, le mani, che sono una delle parti del nostro corpo più esposte al freddo, necessitano di cure ancora maggiori. Uno stress per la cute delle mani è rappresentato non solo dal freddo e dal vento, ma anche dagli sbalzi di temperatura e dalla scarsa umidità degli ambienti domestici e degli uffici. Non bisogna inoltre dimenticare che anche i saponi, i detersivi e l'acqua ricca di calcare provocano un impoverimento del mantello idrolipidico (pellicola sottilissima di acqua, sali, proteine e grasso) che viene prodotto naturalmente dalla pelle e ne assicura la protezione.

Per questa serie di motivi le mani necessitano di continue cure, che, oltre a garantirne salute e bellezza, contribuiscono a ritardare i danni dell'invecchiamento cutaneo.

Detergenza

L'acidità della cute è una premessa indispensabile per la sua integrità; per questo motivo è molto importante utilizzare per le mani detergenti delicati che rispettino il pH (valore che misura l'acidità) della cute. E' inoltre buona regola sciacquare bene le mani dopo ogni lavaggio, magari con acqua tiepida, asciugandole con cura senza sfregare ed evitando, quanto possibile, i getti di aria calda.

Idratazione

Massaggiare le mani con creme emollienti ed idratanti aiuta a mantenere ed a ripristinare il mantello idrolipidico dell'epidermide, proteggendola nel contempo nei confronti delle aggressioni esterne.

E' consigliabile indirizzarsi verso creme idratanti specifiche per le mani, che sono generalmente emulsioni non grasse contenenti sostanze come gli acidi grassi, l'urea, il pantenolo, l'allantoina, la glicerina, le vitamine E ed A, che hanno funzioni emollienti, idratanti e lenitive sugli arrossamenti. L'abuso di prodotti o troppo energici o troppo untuosi può essere controproducente.

Qualche consiglio pratico

Durante i lavori domestici, in particolare quando le mani vengono a contatto con sostanze fortemente irritanti, è bene indossare guanti protettivi, tenendo tuttavia presente che la gomma, essendo spesso causa di manifestazioni allergiche, non dovrebbe essere a diretto contatto con la pelle. Per questo motivo si consiglia di indossare guanti in filo di cotone sotto quelli di gomma oppure proteggere le mani con creme barriera, che sono generalmente costituite da sostanze inerti, come il silicone, che sono in grado di formare un sottile ed invisibile film idrorepellente.

Soprattutto quando la temperatura esterna è particolarmente rigida, è opportuno proteggere le mani con guanti (meglio se morbidi), per garantire un buon afflusso di sangue fino alla punta delle dita: ciò permette alla pelle di reagire attivamente alle sollecitazioni degli agenti esterni.

Senza tralasciare le raccomandazioni appena fatte, semplici esercizi di ginnastica manuale, come la flessione l'estensione e la trazione delle dita e la rotazione dei polsi rappresentano un buon metodo per mantenere la pelle delle mani giovane ed elastica.